Reddito di base in Finlandia?

Pubblicato: Martedì, 28 Luglio 2015 Scritto da ivan

Sembra che il governo di centrodestra finlandese stia spingendo per un reddito universale simile al nostro RBI: nessuna condizione e sufficiente a permettere di vivere dignitosamente.


I partiti rappresentati in Parlamento sarebbero per la maggior parte favorevoli, e la controversia verterebbe esclusivamente sull’importo da versare a tutti i cittadini: tra gli 850 e i 1000 Euro mensili. Il reddito universale andrebbe a sostituire le varie assicurazioni che costituiscono il sistema sociale che, è bene ricordare, in Finlandia è avanzato ed efficiente, almeno, se non più che in Svizzera.

L’intento del governo è soprattutto quello di far fronte ad una disoccupazione – stimata attualmente al 9% – che si prevede in forte aumento a causa delle nuove tecnologie informatiche e robotiche. Nell’economia Finlandese i servizi hanno un peso molto grande, seguiti dall’industria che vede in primo piano l’elettronica, le attrezzature ottiche, le attrezzature elettriche, i macchinari e i mezzi di trasporto. Senza contare l’estrazione e l’esportazione di legname.

In tutti questi settori la pressione sui posti di lavoro esercitata dall’informatica e dall’automazione è elevata e desta molta preoccupazione per la stabilità del PIL pro capite, che è per ora ragguardevole.
Questo è uno dei principali motivi per cui la politica ha spinto il dibattito pubblico verso il reddito di base incondizionato. Un’altra grande preoccupazione è data dalle sacche di povertà, anche estrema, che si stanno espandendo, fenomeno peraltro noto ormai in tutta Europa e globalmente.

Dunque il reddito universale come risposta alla povertà e alla disoccupazione. Ma nel dibattito pubblico non viene tralasciato un altro aspetto legato al reddito di base incondizionato: la libertà di scegliere di lavorare o meno, di quanto tempo dedicare al lavoro retribuito e quanto al “lavoro libero”, vale a dire l’autoimprenditorialità e tutte quelle attività di chiaro interesse per il tessuto sociale e per la cultura, quali il volontariato, i lavori sociali (casalinghi/e, cura dei familiari malati, educazione dei figli, ecc.) e le attività artistiche.

Vedremo quali saranno le modalità di introduzione che si pensa saranno graduali, prediligendo inizialmente le aree del Paese che presentano un indice di occupazione minore, quelle a maggiore disoccupazione e quelle in generale più povere.

Teniamo d’occhio la Finlandia e speriamo che quell’esperimento sociale porti maggiori argomenti a favore del reddito di base incondizionato nel nostro Paese.

i.

0
0
0
s2smodern

Pubblicato nei social

Ultimi articoli

Il comitato d'iniziativa
è composto di singole persone nella società civile :

Gabriel Barta, Ginevra / Daniel Häni, Basilea
Christian Müller, Sciaffusa / Ursula Piffaretti, Zugo
Ina Praetorius, San Gallo / Franziska Schläpfer, Zurigo
Oswald Sigg, Berna / Daniel Straub, Zurigo
Questo comitato è indipendente da qualsiasi partito politico, religione, lobby o altro gruppo di influenza.
incondizionato.ch

Il comitato dell'Associazione tiRBI
è composto da persone della società civile:
Colman Thoma, Mezzovico (Presidente),
Agnes Borel, Pianezzo (Cassiere)

Membri stabili del comitato: Associazione QuerciaNera / Gregorio Costantini, Sant Antonio / Donato Anchora, Ivan Miozzari, Lugano
Altri soci:
Gruppo ticinese per il sostegno all’iniziativa
tiRBI non ha scopo di lucro e non è affiliata ad alcun partito,
è aconfessionale e libera da ogni influenza

BIEN-Svizzera,
il cui obiettivo è l'introduzione del reddito di base in Svizzera, sostiene attivamente questa iniziativa ed un membro del Comitato, Gabriel Barta, fa parte a titolo individuale del Comitato d'iniziativa.
bien.ch