Donne, pareggiate i conti!

Pubblicato: Lunedì, 30 Maggio 2016 Scritto da i.

Da Ticinolibero, 29 maggio 2016, Donato Anchora

Il Consiglio federale ha affermato che il reddito di base incondizionato (RBI) spingerebbe i soggetti che lavorano nelle classi salariali più basse o che lavorano a metà tempo, in maggioranza donne, ad occuparsi dell'economica domestica. Il RBI si trasformerebbe in una trappola per le donne perché rafforzerebbe il modello di famiglia e la suddivisione tradizionale dei ruoli tra donne e uomini. Stanno davvero così le cose?

A Berna di recente era in agenda la revisione sulla Legge federale sulla parità dei sessi (LPar). La revisione non prevedeva alcuna obbligatorietà per il padronato di stabilire salari pari per le donne. A motivo di ciò, l'USS donne Ticino e Moesa, chiedeva al CF di fare di più. Ma il Consiglio nazionale ha bocciato la revisione con 91 contro 89 e 8 astenuti.
Fortunatamente, ciò che non vuol fare la politica e non può fare il sindacato, può farlo il reddito di base. Faccio una domanda alle donne: se voi foste davvero libere, accettereste di lavorare, a parità di mansione, con un salario più basso rispetto ai colleghi maschi? Il RBI permette di parificare i salari al livello degli uomini, in quanto le donne accetteranno il salario pattuito solamente se, a parità di mansioni, sarà uguale a quello del collega maschio. Il RBI sottrae le donne dal ricatto salariale. Il RBI inoltre sottrae le donne dalle preoccupazioni economiche correlate alla maternità, ciò che comporta effetti positivi anche sulla prole. Ma anche dal ricatto economico tra le quattro mura di casa, usato da alcuni uomini per reclamare maggiore potere all'interno della famiglia. Il RBI offre una sponda economica sicura anche a quelle donne che non hanno la forza di affrancarsi da uomini violenti perché ne dipendono economicamente. La coercizione economica è pure alla base della prostituzione. Il RBI aiuterà le prostitute ad uscire fuori da quel mondo. Ma la coesione femminile deve superare gli steccati nazionali: votare SÌ al reddito di base darà un segnale chiaro sulla strada da seguire, anche a quei Paesi dove la povertà costringe alcune donne a prostituirsi.

Inoltre sono noti casi di studentesse che si prostituiscono per mantenersi agli studi. Il RBI relegherà tutto questo marciume nel passato per sempre! Il RBI non promuove assolutamente i ruoli tradizionali, promuove la libertà di scelta personale, che sia impegnarsi nella carriera professionale oppure nella crescita dei figli. A Berna si preoccupano che il RBI possa rafforzare i ruoli tradizionali, ma poi cancellano dal programma di legislatura la revisione della Legge sulla parità dei sessi e bocciano il congedo di paternità, due elementi che avrebbero prodotto maggiore parità tra i sessi. A proposito, l'amore paterno non ha nulla da invidiare a quello materno. Noi padri otterremo il congedo paternità quando l'Uomo metterà piede su Marte? Ma ora che ci penso, se avessimo il RBI non ne avremmo nemmeno più bisogno.

Ma c'è dell'altro. Le donne svizzere rivendicarono il diritto di voto per la prima volta nel 1893, l'anno in cui le donne Neozelandesi, prime in tutto il mondo, lo ottennero. La Svizzera approvò il suffragio femminile il 7 febbraio 1971, con estremo ritardo sul resto del mondo. Le donne europee (eccetto in Portogallo e in Liechtestein) l'avevano già ottenuto da un pezzo: Italiane: 1945. Spagnole: 1931. Belghe, Olandesi, Svedesi e Lussemburghesi: 1919. Tedesche, Inglesi, Irlandesi, Russe: 1918. Finlandesi: 1906! Tra il 1952 ed il 1959, la maggior parte dei Paesi africani concesse il suffragio femminile: Costa d'Avorio, Eritrea, Etiopia, Egitto, Mali, Somalia, Zimbabwe, Burkina Faso, Ciad, Guinea, Nigeria, Madagascar. E nel resto del mondo? Azerbaigian e Armenia: 1921, Kazakistan, Turkmenistan, Tagikistan: 1924. Turchia: 1930. Mongolia: 1924. Cina: 1949. Stati Uniti: 1920. Ecuador e Porto Rico: 1929. Cile: 1931. Australia: 1902!
Donne Svizzere, il 5 giugno avete l'invidiabile opportunità di pareggiare i conti, non solo coi salari, ma soprattutto con la Storia. Avete l'opportunità di conquistare e godere per prime del più importante diritto che sarà posto in discussione in questo secolo. Le Neozelandesi hanno indicato la via dei diritti politici alle donne di tutto il mondo. Oggi avete la possibilità e la responsabilità di indicare alle donne di tutto il mondo la strada che le condurrà verso la libertà da ogni tipo di coercizione economica e dai suoi perversi effetti. Il 5 giugno siate voi a scrivere il prossimo capitolo della Storia. Votate "sì" al reddito di base incondizionato.

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Il comitato d'iniziativa
è composto di singole persone nella società civile :

Gabriel Barta, Ginevra / Daniel Häni, Basilea
Christian Müller, Sciaffusa / Ursula Piffaretti, Zugo
Ina Praetorius, San Gallo / Franziska Schläpfer, Zurigo
Oswald Sigg, Berna / Daniel Straub, Zurigo
Questo comitato è indipendente da qualsiasi partito politico, religione, lobby o altro gruppo di influenza.
incondizionato.ch

Il comitato dell'Associazione tiRBI
è composto da persone della società civile:
Colman Thoma, Mezzovico (Presidente),
Agnes Borel, Pianezzo (Cassiere)

Membri stabili del comitato: Associazione QuerciaNera / Gregorio Costantini, Sant Antonio / Donato Anchora, Ivan Miozzari, Lugano
Altri soci:
Gruppo ticinese per il sostegno all’iniziativa
tiRBI non ha scopo di lucro e non è affiliata ad alcun partito,
è aconfessionale e libera da ogni influenza

BIEN-Svizzera,
il cui obiettivo è l'introduzione del reddito di base in Svizzera, sostiene attivamente questa iniziativa ed un membro del Comitato, Gabriel Barta, fa parte a titolo individuale del Comitato d'iniziativa.
bien.ch