La definizione di Philippe Van Parijs

tratto da: https://it.wikipedia.org/wiki/Reddito_di_base

Una definizione di reddito di base è data da Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght, per i quali il reddito di base è 1:

«un reddito
versato da una comunità politica
a tutti i suoi membri
su base individuale
senza controllo delle risorse
né esigenza di contropartite»

 

I sei punti della definizione richiamata aiutano a chiarire gli elementi essenziali del concetto sotteso:

  1. Si tratta di un versamento in denaro a scadenza regolare. Dunque, né una somma versata una tantum, né un contributo per specifici servizi.
  2. Esso è erogato da una comunità politica, che lo finanzia attraverso la tassazione generale.
  3. Unico requisito richiesto per essere titolati a ricevere un reddito di base è la membership politica, di default la cittadinanza; in alcune proposte gli individui stabilmente residenti da un periodo di tempo medio-lungo sono inseriti tra i beneficiari. Ancora le diverse proposte distinguono tra un reddito versato a partire dalla maggiore età da uno a cui si è titolati dalla nascita. Quando proposto come sostituto delle pensioni di anzianità, è inoltre generalmente previsto un assegno più sostanzioso in corrispondenza con il raggiungimento dell'età pensionistica.
  4. A differenza di molte delle politiche sociali attuali, determinate dal nucleo familiare, il reddito di base è un intervento di tipo individuale, che non subisce variazioni in riferimento al proprio status familiare.
  5. Il reddito di base è versato a tutti (cioè ai soggetti individuati nel punto 3) indipendentemente dalla propria condizione economica. Si tratta dunque di una misura means test free. Questa caratteristica renderebbe i costi di gestione di un reddito di base minimi se non inesistenti. Versato a tutti, esso sarebbe anche l'unico reddito a non essere tassabile, mentre ogni altra risorsa economica verrebbe tassata rendendo così possibile il recupero dello stesso reddito dai soggetti più agiati.
  6. L'unica condizione personale richiesta per essere titolati a ricevere il reddito di base è la cittadinanza (o la residenza). La mancata accettazione di un lavoro, quando offerto, non è da considerarsi quindi ragione sufficiente per decadere dal beneficio. Inoltre, trattandosi di un intervento monetario incondizionato, non esistono vincoli nell'utilizzo delle risorse economiche concesse.


Caratteristiche e obiettivi

Il reddito di base è stato proposto da soggetti con prospettive teoriche diverse, alle quali spesso corrispondono obiettivi diversi. Tra gli obiettivi più comuni ci sono senz'altro:

  • affrontare le situazioni di povertà garantendo un livello di reddito minimo
  • non minare gli incentivi al lavoro e questo in ragione della sua non detraibilità da altri redditi e sua cumulabilità
  • fornire una integrazione universale ai guadagni
  • valorizzare lo status di cittadinanza

Le motivazioni generalmente addotte in favore del reddito di base sono raggruppabili in due grandi famiglie, quella delle ragioni normative e quella delle ragioni consequenzialiste . Le prime sottolineano come il reddito di base sia parte delle riforme socio-economiche necessarie alla realizzazione di una società che distribuisca in modo giusto le risorse economiche. Per ragioni consequenzialiste si intendono le ragioni avanzate con riferimento alla supposta maggiore efficienza ed efficacia di questa policy rispetto ai sistemi di welfare condizionato oggi esistenti. Su entrambi i fronti, quello dell'efficienza e della giustizia, il reddito di base ha ricevuto critiche riguardo alla sua adeguatezza a raggiungere gli obiettivi prefissati.

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1 Philippe Van Parijs (Bruxelles, 23 maggio 1951) è un filosofo, economista e giurista belga. È conosciuto come principale sostenitore della proposta di introduzione di un reddito di base. Nel 2001 fu insignito del Prix Francqui per le scienze umane, il più prestigioso premio belga in seguito al quale ha organizzato un convegno internazionale sui rapporti fra solidarietà e diversità culturali.

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