Cosa dice il popolo?
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Domenica 5 giugno è arrivata e il popolo sista esprimendo o si è espresso sull'iniziantiva "Per un reddito di base incondizionato". Contenti che il grande impegno per la campagna si conclude qui (per ora?) attendiamo i risultati della votazione con serenità.

In 20 secondi

Martinelli: salvare il capitalismo distribuire il reddito

Pubblicato: Sabato, 04 Giugno 2016 Scritto da i.

dal Corriere del Ticino del 3 giugno 2016, Pietro Martinelli (già consigliere di Stato)

Come salvare il capitalismo è il titolo libro scritto un anno fa da Robert B. Reich, economista ed ex ministro del Lavoro durante il primo quadriennio della presidenza di Bill Clinton (1991-1994). In questo libro Reich descrive come i centri di potere economico-finanziario hanno saputo organizzare (negli Stati Uniti) le regole del gioco in modo da favorire la concentrazione della nuova ricchezza prodotta a livello mondiale nelle loro mani, penalizzando il ceto medio dei produttori e ingigantendo le disuguaglianze. Secondo Reich se non si corre ai ripari «adattando le regole in modo da creare una economia più inclusiva, il ceto medio scomparirà e il capitalismo, come noi lo conosciamo, non sopravvivrà».

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Donne, pareggiate i conti!

Pubblicato: Lunedì, 30 Maggio 2016 Scritto da i.

Da Ticinolibero, 29 maggio 2016, Donato Anchora

Il Consiglio federale ha affermato che il reddito di base incondizionato (RBI) spingerebbe i soggetti che lavorano nelle classi salariali più basse o che lavorano a metà tempo, in maggioranza donne, ad occuparsi dell'economica domestica. Il RBI si trasformerebbe in una trappola per le donne perché rafforzerebbe il modello di famiglia e la suddivisione tradizionale dei ruoli tra donne e uomini. Stanno davvero così le cose?

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Reddito di base: diventa capo di te stesso!

Pubblicato: Lunedì, 30 Maggio 2016 Scritto da i.

Ticino Today, 29 Maggio 2016

Di Donato Anchora, membro dell'Associazione Ticino reddito di base incondizionato

Una delle peculiarità più interessanti del reddito di base è la sua capacità di adattarsi ad esigenze molto diverse tra loro. Supponiamo che una giovane senta che è arrivato il momento di diventare indipendente dalla propria famiglia, ma che non abbia ancora un lavoro retribuito. Il reddito di base lo sostiene nel suo bisogno di avere una vita indipendente rispetto al suo nucleo familiare e le consente di trasferirsi in un proprio appartamento e responsabilizzarsi il prima possibile.

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Reddito di base incondizionato, chi lavorerà?

Pubblicato: Domenica, 29 Maggio 2016 Scritto da i.

dal Corriere del Ticino del 28 maggio 2016

Un sondaggio di Demoscope ha rilevato che se il reddito di base incondizionato (RBI) fosse approvato, solo il 2% smetterebbe di lavorare. Fate un esperimento voi stessi: chiedete a chi vi circonda cosa farebbe se avesse un RBI. Continuare a lavorare, cambiare lavoro, tornare a studiare, fondare una start-up o un'attività indipendente, occuparsi di attività artistiche e creative, di volontariato, e così via: tutti hanno dei progetti di vita, ma a nessuno passa per la mente di usare il RBI per non fare più nulla. E tuttavia tutti vi diranno che gli altri non lavorerebbero. Sono luoghi comuni.

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P. Zanchi e M. Rossi: reddito di base, come finanziarlo?

Pubblicato: Venerdì, 27 Maggio 2016 Scritto da i.

Da la Regione del 25.05.2016

Il reddito di base incondizionato (RBI) è una grande innovazione economica e sociale per il XXI secolo. Importo e finanziamento non sono in votazione il 5 giugno, besì demandati al Parlamento. È però giusto che se ne discuta già oggi. “La Regione” (13.05.16) ha presentato ampiamente il modello di finanziamento che il Consiglio federale reputa essere quello dei promotori dell’iniziativa. In realtà è solo una delle proposte, meno efficacace, a nostro avviso, di quella del gruppo svizzero di BIEN (Basic Income Earth Network), fra i principali sostenitori del RBI. Questa proposta intende il RBI come nuova componente della ripartizione primaria del valore aggiunto creato nelle imprese. Oggi, esso è ripartito tramite salari e profitti. Domani, le componenti saranno tre:  RBI, salari e profitti. Per ripartire un RBI di 2'500 fr./mese per gli adulti e 625 fr. per i minorenni (importi indicativi), occorrono 208 miliardi di fr. all’anno, 1/3 circa del PIL. Gli altri 2/3 sarebbero sempre ripartiti tramite salari e profitti, mantenendo quindi l’incentivo al lavoro e all’investimento.

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Intervista sul RBI di Giovanni Galli a Martino Rossi

Pubblicato: Venerdì, 27 Maggio 2016 Scritto da i.

dal Corriere del Ticino del 21.05.2016

Iniziativa utopica la definiscono i vostri avversari. Perché per voi non lo è?
Dopo il trentennio di crescita, pieno impiego, sviluppo dei salari e prestazioni sociali (finito con la crisi del 1975), e dopo quello successivo della “rivoluzione neo-liberale” (finito con la crisi del 2008), occorre un nuovo paradigma per il XXI secolo. Il RBI non è un’utopia ma una necessità: “Se l’umanità deve avere un futuro in cui riconoscersi, non potrà averlo prolungando il passato o il presente”, ci ammonisce Hobsbawn.

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Robert Reich : senza reddito di base non si andrà avanti

Pubblicato: Mercoledì, 18 Maggio 2016 Scritto da i.

L’economista e Segretario del Lavoro degli Stati Uniti durante la presidenza di Bill Clinton, Robert Reich, è favorevole all'iniziativa svizzera, che considera vincente.

Michael Soukup intervista Robert Reich
Fonte: Tages Anzeiger — 2 maggio 2016

Lei è un illustre sostenitore del reddito di base, su cui la Svizzera voterà a Giugno. Perché ?
Presto o tardi, il reddito di base sarà una necessità, semplicemente perché non abbiamo alternative. Sempre di più, il progresso tecnico fa sparire i migliori posti di lavoro. L'economista inglese John Maynard Keynes disse nel 1928 che, grazie al progresso tecnico, nel 2028 nessuno sarebbe stato più costretto a lavorare per garantirsi da vivere.

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Martino Rossi: una buona idea non prematura

Pubblicato: Mercoledì, 11 Maggio 2016 Scritto da i.

“Il reddito di base incondizionato? Può essere una buona idea, persino necessaria, ma è prematura”: così due importanti esponenti del mondo economico mi hanno espresso il loro punto di vista. Idea buona e forse necessaria perché, come scrive un ex-imprenditore tedesco che si dedica a promuovere il reddito di base incondizionato (RBI): “Se non separiamo il lavoro dal reddito, le persone dovranno competere sempre più spesso con i computer, e perderanno prima di quanto pensiamo”.

di Martino Rossi, dal Corriere del Ticino del 10 maggio 2016

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Zanchi: Economia allo sbando. Il RBI potrebbe aiutare.

Pubblicato: Sabato, 30 Aprile 2016 Scritto da i.
Pier Zanchi

Solo profitto = concorrenza sfrenata e disumana = perdita di posti di lavoro e pace sociale.

Il mondo del lavoro e dell’economia è radicalmente cambiato rispetto a solo qualche decennio fa. La perversa spirale produttiva nella quale ci troviamo obbliga i datori di lavoro onesti ad operare con metodi che non condividono e che vanno contro i propri principi etici e morali di fare azienda; alle fine tutto si ritorce contro gli interessi di tutti, minando nel contempo rapporti di lavoro e relazioni umane.

Pierluigi Zanchi

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Sergio Rossi: l'economia svizzera ha bisogno di un reddito di base incondizionato

Pubblicato: Lunedì, 25 Aprile 2016 Scritto da i.
Sergio Rossi

L’iniziativa popolare federale “Per un reddito di base incondizionato” lancia un sasso nello stagno del sistema socio-economico svizzero, il cui affanno per garantire il finanziamento delle politiche sociali e per offrire un posto di lavoro a tutti i residenti che vogliono e possono lavorare è ormai evidente e lo sarà maggiormente durante il prossimo futuro.

di Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia monetaria all’Università di Friborgo

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Crivelli Barella: sì al reddito di base incondizionato

Pubblicato: Lunedì, 25 Aprile 2016 Scritto da i.

Il 5 giugno avremo l’opportunità di cogliere un’idea che circola nel mondo dai tempi dell’umanesimo rinascimentale e ancor prima, da Tommaso Campanella a Tommaso Moro, da Thomas Paine a Milton Friedman.

da TICINOLIBERO, 24 aprile 2016

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Donato Anchora: reddito di base e sistema produttivo

Pubblicato: Lunedì, 25 Aprile 2016 Scritto da Donato Anchora
Donato Anchora

Con questo scritto desidero rispondere all'articolo di Carlo Rezzonico “Se reddito e moneta sono creati dal nulla” pubblicato sul CdT il 02.04.2016.
Nel 1995 il noto economista Jeremy Rifkin pubblicò un libro dal titolo “La fine del lavoro” nel quale sostenne che le razionalizzazioni e le tecnologie dell'automazione stavano sempre più diminuendo la forza lavoro necessaria per unità di prodotto.

dal Corriere del Ticino del 6 aprile 2016

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Il comitato d'iniziativa
è composto di singole persone nella società civile :

Gabriel Barta, Ginevra / Daniel Häni, Basilea
Christian Müller, Sciaffusa / Ursula Piffaretti, Zugo
Ina Praetorius, San Gallo / Franziska Schläpfer, Zurigo
Oswald Sigg, Berna / Daniel Straub, Zurigo
Questo comitato è indipendente da qualsiasi partito politico, religione, lobby o altro gruppo di influenza.
incondizionato.ch

Il comitato dell'Associazione tiRBI
è composto da persone della società civile:
Colman Thoma, Mezzovico (Presidente),
Agnes Borel, Pianezzo (Cassiere)

Membri stabili del comitato: Associazione QuerciaNera / Gregorio Costantini, Sant Antonio / Donato Anchora, Ivan Miozzari, Lugano
Altri soci:
Gruppo ticinese per il sostegno all’iniziativa
tiRBI non ha scopo di lucro e non è affiliata ad alcun partito,
è aconfessionale e libera da ogni influenza

BIEN-Svizzera,
il cui obiettivo è l'introduzione del reddito di base in Svizzera, sostiene attivamente questa iniziativa ed un membro del Comitato, Gabriel Barta, fa parte a titolo individuale del Comitato d'iniziativa.
bien.ch